La marcia di avvicinamento verso i prati di alta quota sembra un divertimento per il cane che sale e scende continuamente lungo il sentiero a controllare se i compagni ci sono tutti. Finalmente dopo due lune di marcia raggiungete il piccolo rifugio ricavato sotto una parete rocciosa. Accanto ad un magnifico rododendro in fiore alcuni compagni trovano un po’ di sterco di stambecco; ciò vuol dire che gli animali devono essere in zona. Ora, però, è il momento di mangiare un po’ di carne secca e di riposare; siete così stanchi che nessuno ha voglia di raccontare una storia o di scherzare. Il sonno vi prende in poco tempo.
Alle prime luci dell’alba un gelido vento proveniente dalle cime più alte passa sul vostro viso a portare la sveglia. Meglio riprendere subito il cammino così il corpo si scalda prima. Il sacro astro non è ancora giunto ad illuminare la zona che già avete individuato un gruppo di stambecchi. Vi muovete nel massimo silenzio e controvento. Di tanto in tanto fischi di marmotte sibilano lungo la valle, ma gli animali fino ad ora non hanno percepito la vostra presenza. Anche il cane se ne sta accovacciato in silenzio in attesa del segnale di attacco. Quando lo stambecco più grande è a tiro, le frecce partono quasi contemporaneamente e il cane scatta all’inseguimento.



© Tangram Merano