Immagine realizzata da Massimo Zuanazzi“Tanto tempo fa tra i monti si aggirava un maestoso cervo dal pelo bianco, nel cui corpo era rinchiuso lo spirito tormentato di una ragazza. A lei era legato da grande amore un giovane guerriero che non mancava occasione per portarle doni e mostrarle affetto; un giorno i due decisero di costruire una capanna e di creare una nuova famiglia, senza immaginare però che il destino aveva nel frattempo deciso diversamente. La straordinaria bellezza della fanciulla, infatti, non era nota solo al villaggio o tra i giovani dei clan confinanti, ma anche al Dio delle Tenebre, che, invaghitosi di lei, la imprigionò nel corpo di un cervo per toglierla per sempre all’affetto del compagno. Fu così che la pelle dell’animale si tramutò in un candido mantello bianco a simboleggiare la bellezza della ragazza rinchiusa nel suo corpo. L’animale cominciò a girovagare nei boschi senza una meta precisa, portando aiuto ai cacciatori in caso di bisogno, ma non lasciandosi mai avvicinare da loro. Si dice che anche lo spirito del compagno, impazzito dal dolore per essere rimasto solo, stia ancora oggi vagando alla sua ricerca.“
Questa triste storia, più volte raccontata dagli anziani, rimane impressa nel ricordo dei giovani cacciatori anche quando si ritrovano attorno ad un fuoco dopo una impegnativa battuta di caccia. In realtà un cacciatore non si può permettere di sognare perché le insidie ci sono sempre e le regole di Madre Natura vanno rispettate, soprattutto se la preda è un animale pericoloso come l’orso.

Questo è il mondo dei cacciatori, dove le leggende s’intrecciano con storie vere e qualche volta la realtà supera i confini della fantasia. In questo percorso indosserai le vesti di Ganio, il cacciatore più anziano ed esperto del villaggio. avanti


© Tangram Merano